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Rinnovabili: il valore si sposta dalle pipeline alla capacità di realizzare gli impianti

Rinnovabili: il valore si sposta dalle pipeline alla capacità di realizzare gli impianti

Il mercato italiano delle rinnovabili sta entrando in una fase più selettiva. Dopo anni in cui la dimensione delle pipeline ha rappresentato la chiave della crescita, oggi il vantaggio competitivo si sta progressivamente spostando verso l’execution, la profittabilità e la sostenibilità dei progetti.

A fine 2025, le richieste di connessione alla rete di trasmissione nazionale relative a nuovi impianti rinnovabili con Soluzione Tecnica Minima Generale accettata avevano raggiunto circa 329 GW, distribuiti su oltre 5.900 pratiche. Un dato particolarmente significativo se confrontato con i circa 57 GW di capacità eolica e fotovoltaica complessivamente installata in Italia e con i circa 7,1 GW di nuovi impianti eolici e solari entrati in esercizio nel corso dello stesso anno.

La distanza tra capacità in sviluppo e capacità effettivamente realizzata evidenzia uno dei principali fattori che stanno ridisegnando il settore. In un mercato caratterizzato da un’ampia disponibilità di progetti, il valore non risiede più soltanto nel numero di MW presenti in pipeline, ma soprattutto nella loro concreta possibilità di essere autorizzati, connessi, finanziati e costruiti.

Un mercato più selettivo

In questo scenario, il mercato secondario assume un ruolo crescente. Gli operatori accelerano le strategie di asset rotation e cedono progetti per finanziare lo sviluppo e la costruzione dei propri portafogli, mentre gli investitori valutano con maggiore rigore i rischi legati allo sviluppo.

Le valutazioni tendono così a polarizzarsi. I progetti effettivamente cantierabili beneficiano di un premio crescente, mentre le pipeline ancora esposte a incertezze autorizzative, di connessione o di commercializzazione dell’energia subiscono una maggiore pressione sul valore.

Gli impianti operativi incentivati o supportati da contratti di lungo termine continuano, invece, ad attrarre una forte domanda da parte degli investitori finanziari, grazie alla maggiore prevedibilità dei flussi di cassa.

I fattori che ridefiniscono il vantaggio competitivo

Quattro dinamiche orientano le strategie di investimento degli operatori industriali e finanziari e influenzeranno la prossima fase di consolidamento del mercato:

  • Consolidamento e integrazione industriale. Utilities e grandi Independent Power Producer (“IPP”) possono beneficiare di un significativo vantaggio competitivo integrando produzione, trading, retail, balancing ed energy management all’interno di portafogli diversificati. Questo modello consente di gestire meglio l’esposizione ai prezzi di mercato e i rischi legati alla crescente competitività dei meccanismi di supporto alle rinnovabili e ai sistemi di accumulo.
  • Rischio zonale e infrastrutture di rete. La localizzazione degli asset assume un peso crescente nelle decisioni di investimento. La qualità della risorsa solare o eolica deve essere valutata insieme all’andamento dei prezzi catturati, ai costi di sbilanciamento, alla domanda zonale e agli interventi programmati sulla rete per aumentarne la capacità di trasporto.
  • Sviluppo delle piattaforme specialistiche. Cresce l’interesse degli investitori per piattaforme industriali capaci di presidiare più segmenti della catena del valore. Rispetto all’acquisizione di singoli progetti, queste realtà permettono di integrare competenze di sviluppo, EPC, O&M, revamping ed energy management, generando opportunità lungo l’intero ciclo di vita degli asset.
  • Sistemi di accumulo. Battery Energy Storage Systems (“BESS”) rappresentano una delle principali nuove direttrici di investimento in Italia. La prima asta del MACSE ha assegnato 10 GWh di capacità, a fronte di offerte superiori di oltre quattro volte rispetto alla domanda e con un prezzo medio significativamente inferiore al premio di riserva. Questi risultati potrebbero favorire il consolidamento delle pipeline, soprattutto tra i developer le cui aspettative di valorizzazione si basavano prevalentemente sull’accesso al meccanismo regolato.

La nuova fase della transizione energetica

La nuova fase del mercato richiederà quindi qualcosa di più della semplice disponibilità di nuovi progetti rinnovabili. Diventerà sempre più importante disporre delle competenze necessarie per ottimizzare l’operatività e la route-to-market lungo l’intero ciclo di vita degli impianti.

La scala continuerà a rappresentare un elemento importante, ma potrebbe non essere più sufficiente a garantire un vantaggio competitivo. Permitting, accesso alla rete, capacità di construction, O&M e repowering saranno sempre più determinanti nel trasformare una pipeline in valore industriale.

La prossima fase delle rinnovabili potrebbe premiare meno chi dispone della pipeline più grande e sempre di più chi controlla i fattori critici che permettono l’entrata in esercizio degli impianti e l’ottimizzazione delle loro performance attraverso una gestione integrata lungo l’intero ciclo di vita.

Vittorio Robello
Director | Energy, Utilities and Resources, Strategy& Italy

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Vittorio Robello

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