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Intelligenza artificiale in azienda: cosa cambia dal 23 ottobre 2026 

Intelligenza artificiale in azienda: cosa cambia dal 23 ottobre 2026 

A cura di Francesca Tironi, Giulia Spalazzi, e Alessia Brambilla

Il 7 ottobre 2026 è stato adottato il Decreto Legislativo n. 179/2026, che adegua l’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), integrando il quadro normativo italiano in materia di intelligenza artificiale.

Il provvedimento assume particolare rilievo per le imprese, poiché introduce, tra l’altro, specifiche disposizioni in materia di lavoro, trasparenza, salute e sicurezza. Viene inoltre confermato il principio secondo cui l’impiego dell’intelligenza artificiale non può sostituire il controllo e la responsabilità umana nei processi decisionali che incidono sui lavoratori.

Il decreto si inserisce nel quadro dell’AI Act, il primo regolamento europeo dedicato all’intelligenza artificiale, che disciplina lo sviluppo, la commercializzazione e l’utilizzo dei sistemi di IA nell’Unione europea. La normativa mira a favorire l’innovazione, garantendo al contempo la tutela dei diritti fondamentali, della sicurezza e della privacy delle persone.

Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre 2026.

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Decisioni sul personale: è sempre necessario l’intervento umano

L’articolo 41 del decreto introduce la principale novità per i datori di lavoro: la tutela dei lavoratori nelle decisioni assistite dall’intelligenza artificiale.

L’IA può supportare le attività HR, ma le decisioni sull’instaurazione, sulla gestione e sulla cessazione del rapporto di lavoro non possono essere affidate esclusivamente a processi automatizzati.

La disposizione si applica, tra l’altro, alla valutazione delle performance, all’assegnazione di incarichi e alle progressioni, ai provvedimenti disciplinari e alla cessazione del rapporto di lavoro.

Le imprese devono garantire un intervento umano effettivo: la decisione finale spetta a una persona fisica che valuti autonomamente l’esito dell’algoritmo, senza limitarsi a recepirlo. L’IA può quindi assistere il decisore, non sostituirlo.

Resta consentito utilizzare sistemi automatizzati per la ricerca e la preselezione dei candidati, anche quando escludono alcune candidature dalle successive fasi di selezione.

Maggiore trasparenza nei confronti dei lavoratori

Il decreto rafforza gli obblighi di informazione e trasparenza dei datori di lavoro che utilizzano sistemi di IA: i lavoratori devono essere informati adeguatamente sul loro impiego e possono richiedere una spiegazione chiara delle decisioni che li riguardano.

La spiegazione deve chiarire come è stata adottata la decisione, indicando in particolare:

  • se e in quale misura l’IA ha inciso sul processo decisionale;
  • i principali elementi e parametri considerati;
  • il contributo dell’intervento umano alla decisione.

Nullità dei provvedimenti adottati in violazione delle regole

La violazione del divieto di decisioni integralmente automatizzate può avere conseguenze particolarmente rilevanti.

Il decreto stabilisce espressamente che il licenziamento disposto in violazione di tali principi è nullo. Analogamente, sono nulle anche le altre decisioni adottate in contrasto con le disposizioni previste dalla normativa.

Intelligenza artificiale e salute e sicurezza sul lavoro

Il decreto riserva particolare attenzione all’impatto dell’IA sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Gli effetti dei sistemi di IA sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sull’assegnazione delle attività o su altri aspetti rilevanti per la salute e sicurezza devono essere inclusi nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.

Le aziende devono inoltre assicurare un’adeguata informazione e formazione sui rischi connessi alle nuove tecnologie e sulle misure di prevenzione adottate.

Le altre principali novità del decreto

Oltre alla materia lavoristica, il decreto interviene sui seguenti ambiti:

  1. Governance e controlli: il decreto individua le autorità nazionali competenti per l’applicazione dell’AI Act e attribuisce funzioni di vigilanza e coordinamento all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), coinvolgendo le altre autorità di settore nei rispettivi ambiti di competenza.
  2. Sistema sanzionatorio: il decreto richiama il regime dell’AI Act europeo, che prevede sanzioni amministrative particolarmente elevate per le violazioni più gravi.
  3. Formazione e competenze digitali: il decreto promuove le competenze in materia di IA attraverso iniziative per studenti, professionisti, pubbliche amministrazioni e imprese.

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In concreto, le aziende che utilizzano o intendono introdurre sistemi di intelligenza artificiale nei processi aziendali dovrebbero verificare che il ricorso all’IA sia accompagnato da adeguati presidi organizzativi e di controllo. In particolare, sarà necessario garantire un effettivo intervento umano nelle decisioni che incidono sui lavoratori, assicurare la trasparenza nei confronti del personale circa l’utilizzo dei sistemi di IA.

Francesca Tironi

Legal Partner | PwC Italy | + posts