Aperta 2ª edizione Fondo transizione industriale – PNRR, €400ml stanziati dal MIMIT
Aperta 2ª edizione Fondo transizione industriale – PNRR, €400ml stanziati dal MIMIT
A cura del Team Tax Incentives & Grants
Dal 5 febbraio 2025 sarà possibile presentare domanda per il secondo sportello della misura Fondo per il sostegno alla transizione industriale, per il quale il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato una dotazione finanziaria, a valere sulle risorse della Misura M1C2 – Investimento 7 del PNRR, sotto-investimento 1, pari a 400 milioni di euro, di cui:
- il 50% è riservato alle imprese energivore, inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA e relativo alle imprese a forte consumo di energia ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 20 novembre 2017, n. 167;
- il 40% è destinato a progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’iniziativa – rivolta alle imprese italiane di qualsiasi dimensione e operanti nel settore manifatturiero (Sezione Ateco C) – è finalizzata all’adeguamento dei sistemi produttivi aziendali alle politiche dell’UE per la lotta ai cambiamenti climatici, attraverso contributi a fondo perduto fino al 75%.
I programmi di investimento devono essere volti al perseguimento, in via esclusiva, di un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali e devono riguardare una sola unità produttiva – già esistente – dell’impresa proponente, perseguendo almeno una delle seguenti finalità:
- maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa o un cambiamento fondamentale del processo produttivo. È prevista anche l’ammissibilità di spese accessorie, nel limite del 40%, connesse all’installazione di impianti da autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, idrogeno e impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
- uso efficiente delle risorse attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate o un cambiamento fondamentale del processo produttivo oggetto di intervento.
La riconducibilità del progetto oggetto di domanda alle predette finalità, dovrà essere attestata da una relazione tecnica economica, nella forma di perizia asseverata, redatta da un tecnico abilitato.
Inoltre, è bene precisare che – ai fini della loro ammissibilità – i programmi d’investimento non dovranno comportare un aumento della capacità produttiva dell’unità produttiva oggetto di intervento, fatti salvi aumenti contenuti di capacità derivanti da esigenze tecniche e non superiori al 20% rispetto alla condizione precedente.
Il limite si abbassa al 2% se si opta per aiuti concessi ai sensi del Quadro Temporaneo.
I progetti – di importo compreso tra i 3 milioni di euro ed i 20 milioni di euro – dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo e ultimati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo.
Tra le spese ammissibili quelle strettamente necessarie a soddisfare gli obiettivi ambientali, ossia:
- suolo aziendale e sue sistemazioni, nei limiti del 10% dell’investimento complessivo;
- opere murarie e assimilate, nel limite del 40% dell’investimento complessivo;
- impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica e necessari per perseguire gli obiettivi ambientali;
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi.
I programmi d’investimento ammissibili possono essere eventualmente accompagnati da progetti di formazione del personale, nel limite del 10% dell’investimento complessivo.
Per i programmi di investimento volti a conseguire una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa, i costi agevolabili corrispondono ai c.d. costi supplementari necessari per raggiungere un livello più elevato di efficienza energetica, determinati confrontando i costi del programma di investimento con quelli relativi ad uno scenario controfattuale che tenga conto degli investimenti che verrebbero effettuati in assenza di aiuto.
In assenza di scenario controfattuale, se le spese ammissibili sono state determinate considerando il 100 % dei costi totali di investimento, l’intensità d’aiuto e le relative maggiorazioni verranno ridotte del 50%.
Qualora l’impresa, invece, intenda fare richiesta di applicazione delle disposizioni di cui al Quadro Temporaneo, sono considerati agevolabili i soli costi relativi ad attrezzature, macchinari o impianti, purché necessari a realizzare i programmi volti a conseguire l’efficientamento energetico.
L’agevolazione prevista consiste nell’erogazione di un contributo a fondo perduto, la cui percentuale varia a seconda del Regime di aiuto prescelto, della tipologia di intervento, della dimensione di impresa e della localizzazione dell’intervento, arrivando fino ad un massimo del 75% delle spese ammissibili.
Lo sportello agevolativo opererà attraverso una procedura valutativa a graduatoria, atta a determinare l’ordine di ammissione alle valutazioni istruttorie delle domande presentate, da pubblicarsi entro 30 giorni decorrenti dal termine finale per la presentazione delle domande, fissato per il prossimo 8 aprile 2025.
Per qualsiasi approfondimento il Team Tax Incentives & Grants di PwC TLS è a disposizione.
Let’s Talk
Per una discussione più approfondita ti preghiamo di contattare:
