Tax insight: attuazione regime italiano “penalty protection” su disallineamenti da ibridi
Tax insight: attuazione regime italiano “penalty protection” su disallineamenti da ibridi
A cura del team International Tax Services
In sintesi
Il 6 dicembre 2024 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato, in attuazione dell’art. 61 del Decreto Legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023, il decreto attuativo del regime di “penalty protection” in materia di disallineamenti da ibridi. In termini generali, il decreto attuativo detta i requisiti ed il contenuto che la documentazione anti-ibridi deve rispettare per ottenere l’accesso al regime di “penalty protection”.
La predisposizione di un’adeguata documentazione anti-ibridi è fondamentale per i contribuenti italiani che sono parte di gruppi multinazionali poiché consente di ottenere diversi benefici quali:
- la protezione dall’applicazione di sanzioni amministrative;
- il possesso di una documentazione utile in caso di verifica fiscale al fine di dimostrare la corretta applicazione della disciplina anti-ibridi;
- la facilitazione nei controlli che solitamente sono svolti nei processi di due diligence fiscale;
- la dimostrazione di una corretta gestione dei rischi fiscali interni, anche in relazione al regime di adempimento collaborativo.
La presenza di ibridi non è sempre sintomatica di una pianificazione fiscale aggressiva in quanto, in determinati casi, è generata da dinamiche involontarie che tuttavia potrebbero essere adeguatamente gestite solo a valle di un’analisi di dettaglio. La predisposizione della documentazione permette, in conseguenza, di gestire anche i rischi fiscali e sanzionatori connessi ai periodi d’imposta precedenti non pienamente monitorati.
Coloro che sono interessati al regime di penalty protection e agli altri vantaggi che la predisposizione della documentazione anti-ibridi permette di ottenere, possono rivolgersi a PwC per sviluppare un approccio che risulti efficace e che potrebbe avvalersi dell’l’utilizzo di piattaforme tecnologiche.
I dettagli
La disciplina anti-ibridi in sintesi
La disciplina anti-ibridi è complessa sia dal punto di vista tecnico sia per le attività di compliance, perchè riguarda fattispecie cross-border che, pur avendo presupposti specifici e identificabili (i.e. effetto di deduzione/non inclusione “D/NI” o doppia deduzione “DD” attribuibile a una causa ibrida, come una diversa qualificazione fiscale di un componente di reddito e un determinato ambito di applicazione soggettivo), possono risultare difficili da individuare, quantificare ed affrontare.
In sintesi, le regole anti-ibridi mirano a negare, ai fini fiscali, la deducibilità di componenti negativi di reddito (altrimenti deducibili nella determinazione della base imponibile) o, alternativamente, a forzare l’inclusione di componenti positivi di reddito (altrimenti non inclusi o riconosciuti nella base imponibile) nella misura in cui:
- ci sia un disallineamento cross-border (effetto di D/NI o DD);
- tale disallineamento si verifichi tra parti correlate (ivi inclusi i soggetti che agiscono di concerto) o tra le parti di un accordo strutturato (ambito soggettivo);
- il disallineamento sia attribuibile alla diversa qualificazione fiscale di uno strumento finanziario o di un componente di reddito dovuto a tale strumento, a trasferimenti ibridi e pagamenti sostitutivi, a entità ibride (dirette o inverse) e stabili organizzazioni (ivi inclusa il disallineamento nell’attribuzione dei profitti alla stabile organizzazione).
Inoltre, le regole anti-ibridi italiane includono una disciplina specifica dei cosiddetti disallineamenti ibridi “importati”, che determina la negazione della deduzione dei componenti negativi di reddito sostenuti da un’entità italiana se tali componenti hanno finanziato, direttamente o indirettamente, un disallineamento ibrido sorto all’estero all’interno del gruppo (o nell’ambito di un accordo strutturato).
L’ambito soggettivo
La possibilità di preparare la documentazione anti-ibridi e quindi beneficiare della penalty protection è concessa a tutte le entità residenti fiscalmente in Italia e alle stabili organizzazioni (“SO”) di entità non residenti.
In linea di principio, tutti i contribuenti italiani possono preparare la propria documentazione anti-ibridi. Tuttavia, essi possono anche scegliere di nominare un’altra entità del gruppo italiano affinché questa prepari la documentazione per loro conto. Ciò sarebbe particolarmente efficiente nel caso di gruppi multinazionali con più entità o stabili organizzazioni in Italia.
Per altro verso, per le entità italiane sottoposte al regime di adempimento collaborativo, la documentazione anti-ibridi costituisce il corretto adempimento degli obblighi di trasparenza nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.
I periodi d’imposta rilevanti
Dal punto di vista temporale, la documentazione anti-ibridi può essere preparata per tutti i periodi d’imposta in cui la disciplina anti-ibridi è applicabile in Italia, ossia a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Si consideri, tuttavia, che la mappatura dovrebbe includere anche le transazioni relative a componenti di reddito derivanti da operazioni realizzate prima dell’entrata in vigore della disciplina anti-ibridi, in particolare quelle poste in essere durante il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 28 dicembre 2018. Questa estensione si riferisce specificamente alle svalutazioni e agli ammortamenti relativi a beni materiali o immateriali acquisiti durante tale periodo d’imposta, nonché alle perdite fiscali, interessi passivi e oneri finanziari assimilati maturati durante tale periodo d’imposta. I componenti di reddito generati precedentemente sono invece considerati come non rilevanti.
Le scadenze
Per i contribuenti che hanno il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il decreto attuativo stabilisce che:
- per i periodi d’imposta che si chiudono il 31 dicembre 2020, 2021 e 2022, la scadenza per preparare la documentazione anti-ibridi sarà giugno 2025 (precisamente la scadenza è entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale)
- per i periodi d’imposta che si chiudono il 31 dicembre 2023 e 2024, la scadenza per preparare la documentazione anti-ibridi è il 31 ottobre 2025 (scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta 2024);
- per i periodi d’imposta che si chiudono il 31 dicembre 2025 e successivi, la documentazione deve essere presentata entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta oggetto di documentazione (ad esempio per l’esercizio 2025, la documentazione deve essere presentata entro il 31 ottobre 2026).
Le scadenze sopra indicate potrebbero variare per i contribuenti che hanno un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare: in tali ipotesi la valutazione sarà fatta caso per caso in base alla data di chiusura del periodo d’imposta.
I requisiti formali
La documentazione anti-ibridi deve essere preparata in italiano e firmata digitalmente dal rappresentante legale (o altro delegato) dell’entità italiana.
Inoltre, deve essere applicata una marca temporale alla documentazione entro i termini sopra indicati.
Il possesso della documentazione anti-ibridi dovrà essere indicato in ogni dichiarazione dei redditi pertinente o altrimenti comunicato all’Amministrazione finanziaria.
Il contribuente non è tenuto a presentare la documentazione al momento della predisposizione, ma essa dovrà essere fornita in caso di richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Il contenuto
La documentazione anti-ibridi deve includere una mappatura per entità, considerando l’intero gruppo societario, nonché un’analisi delle transazioni transfrontaliere rilevanti.
Secondo lo schema incluso nel decreto, la documentazione deve includere, per ciascuna entità del gruppo societario, una descrizione:
- della percentuale di partecipazione nella catena societaria, la giurisdizione di residenza fiscale o localizzazione e il suo status fiscale nella giurisdizione di residenza e in quella degli investitori;
- della presenza di stabili organizzazioni in Italia e all’estero;
- della partecipazione a regimi di consolidato fiscale a livello locale.
In secondo luogo, per mappare i potenziali disallineamenti ibridi “diretti” derivanti da transazioni che coinvolgono direttamente le entità italiane del gruppo, è necessario includere l’analisi delle transazioni rilevanti che potrebbero generare disallineamenti ibridi, descrivendo:
- le controparti e l’elemento di reddito che potrebbe generare un disallineamento, nonché il suo trattamento fiscale nelle giurisdizioni coinvolte;
- quale effetto ibrido ci si aspetta si verifichi e quale causa/e ibrida/e rilevano, ad esempio strumento finanziario ibrido, disallineamento ibrido causato dalla presenza di una stabile organizzazione o di un’entità ibrida;
- l’applicabilità – o le motivazioni dietro la non applicabilità – delle regole di reazione per neutralizzare il disallineamento.
Si consideri inoltre che le transazioni possono essere raggruppate in classi omogenee allo scopo di semplificare la mappatura. Solo le transazioni delineate nella documentazione saranno coperte dalla penalty protection.
In terzo luogo, la documentazione anti-ibridi dovrebbe comprendere anche un’analisi dei disallineamenti ibridi importati, da effettuarsi anche sulla base delle informazioni fornite dalla capogruppo.
Beneficio derivante dalla documentazione nelle procedure di accertamento
La documentazione anti-ibridi può essere preparata solo per i periodi d’imposta per i quali l’Amministrazione finanziaria non ha ancora avviato formalmente, prima del 29 dicembre 2023, indagini, verifiche o controlli sulla presenza di disallineamenti da anti-ibridi.
In tutti gli altri casi, la redazione della documentazione anti-ibridi è fondamentale per i contribuenti italiani, non solo per proteggersi dall’applicazione di sanzioni, ma anche come prova in caso di accertamento fiscale o contenzioso.
Durante la procedura di accertamento fiscale, l’Amministrazione finanziaria chiederà al contribuente di fornire la documentazione anti-ibridi entro 20 giorni lavorativi, mentre la documentazione di supporto aggiuntiva potrà essere fornita (su richiesta) entro 30 giorni lavorativi dalla data della richiesta (che può essere prorogata di un massimo di altri 60 giorni).
Let’s Talk
Per una discussione più approfondita sulle possibili implicazioni della disciplina Norme sui Mismatch Ibridi, si prega di contattare
