Commercio UE-USA: nuove regole tariffarie e prova dell’origine
Commercio UE-USA: nuove regole tariffarie e prova dell’origine
A cura di Lorenzo Ontano, Matteo Zovi e Anna Tripodi
Mediante il Regolamento (UE) 2026/1455, l’Unione Europea ha previsto l’azzeramento dei dazi doganali e l’introduzione di contingenti tariffari preferenziali per un’ampia gamma di merci di origine statunitense. Contestualmente è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2026/1422 che ha introdotto, all’interno del Reg. (UE) 2015/2447, l’art. 59-bis, rubricato “Prova di origine ai fini dell’applicazione del Reg. (UE) 2026/1455”. Tale modifica ha un impatto di immediata rilevanza operativa in quanto riguarda la prova dell’origine delle merci statunitensi. L’Agenzia delle Dogane, con avviso del 7 luglio 2026, ha recepito le prime indicazioni fornite dalla Commissione europea nel corso della 66ª riunione del Customs Expert Group – Origin Section.
In particolare, la Commissione UE ha precisato che non è stato previsto uno specifico certificato di origine rilasciato dalle autorità statunitensi per poter beneficiare del dazio zero e che, quindi, resta inalterato il principio della libera prova dell’origine, in base al quale è l’importatore a dover fornire documentazione idonea a dimostrare l’origine delle merci. In ogni caso, per beneficiare del trattamento tariffario favorevole, è raccomandabile acquisire un certificato di origine non preferenziale rilasciato dalle competenti autorità statunitensi, unitamente alla dimostrazione del trasporto diretto dagli USA all’UE. Inoltre, qualora le merci abbiano attraversato paesi terzi, l’importatore dovrà fornire prova che la merce sia rimasta sotto vigilanza doganale e non abbia subito modifiche, se non quelle necessarie alla conservazione in buono stato. A tal fine è possibile utilizzare un certificato di non manipolazione o altra documentazione di trasporto o commerciale. Il rilascio di una Informazione Vincolante sull’origine (IVO) all’importazione potrebbe costituire un utile supporto.
Per completezza, si segnala che il Regolamento (UE) 2026/1455 prevede la possibilità per la Commissione di sospendere, in tutto o in parte, le preferenze tariffarie qualora gli Stati Uniti compromettano le relazioni commerciali bilaterali. Alla luce di quanto sopra, è opportuno che gli operatori economici coinvolti nell’importazione di merci statunitensi verifichino tempestivamente i codici di nomenclatura doganale delle proprie merci rispetto agli Allegati del suddetto Regolamento e predispongano un adeguato set documentale a supporto dell’attestazione dell’origine doganale non preferenziale statunitense dei beni importati.
