M&A nell’energy, utilities and resources: sicurezza energetica, intelligenza artificiale e nuove strategie di investimento ridisegnano le dinamiche dell’attività M&A
A livello globale i settori dell’energy, utilities and resources (EU&R) hanno confermato nel 2025 e nei primi mesi del 2026 un cambiamento strutturale dettato da un aumento significativo della domanda di energia elettrica, della risorsa idrica e delle materie prime essenziali come conseguenza della rapida espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center, ridefinendo così le priorità di investimento nella filiera.
In questo scenario, l’M&A si conferma una leva strategica determinante per costruire posizionamenti competitivi, acquisire nuova capacità di produzione di energia ed accelerare la trasformazione della filiera. È quanto emerge dall’analisi PwC Global & Italian M&A Trends in Energy, utilities and resources e Outlook 2026.
In un contesto caratterizzato da persistente instabilità geopolitica, crescente domanda di energia e rinnovata attenzione alla sicurezza energetica, l’analisi condotta da PwC evidenzia come nel 2025 le operazioni M&A nei settori EU&R a livello globale abbiano raggiunto un valore complessivo pari a 564 miliardi di dollari registrando un incremento del +27% rispetto al 2024. La crescita è stata sostenuta da 20 megadeal (ovvero transazioni superiori ai 5 miliardi di dollari), in deciso aumento rispetto ai 6 registrati nel 2024.
Stiamo assistendo nei settori dell'energy, utilities and resources ad un cambiamento strutturale, non semplicemente ciclico. Alla transizione energetica, principale vettore di trasformazione del settore, oggi si è affiancato l’emergente fabbisogno energetico generato dall'intelligenza artificiale e dalla progressiva espansione delle infrastrutture di data center.
Gianpaolo Chimenti, Partner | Energy, Utilities & Resources Leader, Strategy& Italy
Il private equity ha registrato nel 2025 un incremento del 35% nel valore delle operazioni, che ha raggiunto i 204 miliardi di dollari. La crescita è stata sostenuta dal miglioramento delle condizioni di finanziamento e dalla crescente rilevanza del private debt. Quest’ultimo si è affermato come strumento flessibile a supporto di transazioni su asset complessi e ad elevata intensità di capitale che hanno indotto gli operatori del settore a privilegiare modelli di collaborazione strutturata e forme di investimento consortili. In particolare, si sono rafforzate le partnership tra fondi di private equity, fondi di private debt, investitori sovrani e operatori privati del settore. Tali collaborazioni mirano a garantire la sostenibilità finanziaria e l’efficacia industriale di progetti caratterizzati da orizzonti di lungo termine e dimensioni significative come le infrastrutture avanzate a supporto dell’intelligenza artificiale.
Anche in Italia, nel 2025, i settori EU&R confermano la solidità dei volumi di transazione, con 132 operazioni rispetto alle 129 del 2024. La componente Corporate si conferma prevalente, con 85 deals, pari a circa il 65% del totale, mentre il private equity registra una significativa accelerazione, con 47 operazioni concluse.
In termini di settori, la dinamica è stata sostenuta principalmente dal Power & Utilities, che con 72 transazioni ha rappresentato il 60% del totale numero di deals trainato da processi di consolidamento, secondary trading su rinnovabili, crescente interesse per investitori industriali e finanziari per il biometano (come leva di decarbonizzazione e diversificazione dei vettori) e GNL. L’elevato numero di operazioni M&A è giustificato dalla forte frammentazione del mercato, sia nel comparto delle Utilities (in primis il retail gas and power) sia in quello delle Renewable Energies, che continua a favorire processi di consolidamento orientati all’ottimizzazione dell’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e allo sfruttamento di economie di scala.
L’Italia ha le condizioni per affermarsi come un hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali dedicate all’erogazione dei servizi di AI con l’M&A come leva fondamentale di implementazione
Gianpaolo Chimenti, Partner | Energy, Utilities & Resources Leader, Strategy& Italy
Nel settore oil and gas l’attività M&A, stabile in Italia come numero di transazioni, è stata trainata da obiettivi di consolidamento nel downstream e nelle infrastrutture energetiche, con prevalenza di acquisizioni e rafforzamenti di partecipazioni in reti carburanti, fuel distribution, bunkeraggio e asset petroliferi strategici.
Nel settore metals le 18 operazioni registrate nel 2025 evidenziano un chiaro orientamento verso asset “downstream” di trasformazione e processing, dove la disponibilità di capacità produttiva e competenze specialistiche rappresenta un fattore critico di competitività. Nel complesso, tali operazioni confermano che l’interesse degli acquirenti si concentra meno sul mining upstream e più su asset in grado di abilitare integrazione operativa, continuità delle forniture e rafforzamento del mix di prodotto nei comparti manifatturieri a maggior valore aggiunto.
Infine nel settore chemicals le 31 transazioni del 2025 (in crescita rispetto al 2024) hanno visto una significativa presenza del private equity autore di 18 transazioni; infatti in un mercato del Chemicals ancora complesso, segnato da pressioni sui margini, volatilità dei costi energetici e delle materie prime, nonché da una domanda finale che continua a mantenersi selettiva, gli operatori Corporate hanno adottato un approccio più prudente e mirato nelle strategie di investimento, mentre i fondi di private equity hanno mostrato un crescente interesse verso asset chimici con elevato potenziale di valorizzazione, specializzazione e consolidamento.
«In Italia, l’outlook 2026 indica una maggiore vivacità dell’attività M&A, con focus su asset infrastrutturali e industriali a elevata rilevanza strategica e un crescente coinvolgimento di operatori industriali e investitori finanziari in operazioni di consolidamento, partnership e riequilibrio di portafoglio» indica Ferruccio Sapignoli Partner PwC Italia ed M&A EU&R Specialist.
«La traiettoria resta fortemente esposta all’evoluzione del contesto geopolitico: l’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe indurre gli investitori, indipendentemente dalle Industries, a rivedere priorità allocative e timing di esecuzione. In questo quadro, i settori EU&R potrebbero tuttavia mostrare una maggiore resilienza, sostenuti dalla crescente strategicità delle infrastrutture critiche per la sicurezza degli approvvigionamenti» conclude Luca Colombo Partner PwC Italia ed Industry Leader.
