Nuovi dazi USA ex sezione 301: azione contro il lavoro forzato
Nuovi dazi USA ex sezione 301: azione contro il lavoro forzato
A cura di Lorenzo Ontano, Giuseppe Falduto
Gli Stati Uniti D’America, a partire dal 24 luglio, hanno adottato in via definitiva nuovi dazi doganali ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, indirizzati a 60 economie ritenute inadempienti nell’imporre e far rispettare un divieto effettivo di importazione di merci prodotte con lavoro forzato.
Le indagini delle autorità americane, avviate il 12 marzo 2026, hanno formalmente determinato che le pratiche delle 60 economie investigate, tra cui l’Unione Europea, sono irragionevoli e gravano sul commercio statunitense, risultando pertanto perseguibili ai sensi della Sezione 301(b).
Alla luce di quanto sopra, a partire dal 24 luglio saranno applicati, per le importazioni in USA, i seguenti dazi, strutturati su tre livelli:
- 10% per le economie che hanno adottato un divieto di importazione di prodotti del lavoro forzato, che si sono impegnate tramite un Accordo sul Commercio Reciproco, o che hanno introdotto un regime parziale. Tra queste figurano: Argentina, Bangladesh, Canada, India, Indonesia, Messico, Pakistan, Malaysia e Regno Unito;
- 10% o 12,5% (al netto del dazio Most-Favored-Nation) per determinati prodotti originari di Unione Europea, Taiwan, Giappone, Corea e Svizzera non altrimenti esentati;
- 12,5% per tutte le altre economie oggetto d’indagine.
Sono previste esenzioni per: (a) materie prime la cui tassazione potrebbe causare indisponibilità di approvvigionamento domestico; (b) prodotti che potrebbero generare perturbazioni economiche sistemiche; (c) beni non producibili in quantità sufficienti negli USA né reperibili da fonti alternative; (d) determinati prodotti di economie che si impegnano verso l’adozione di divieti effettivi; (e) articoli per i quali i dazi non contribuirebbero sostanzialmente all’eliminazione delle pratiche contestate.
Le aziende con catene di fornitura che coinvolgono le economie interessate sono invitate a verificare tempestivamente la classificazione e l’origine doganale delle proprie merci e l’eventuale applicabilità delle esenzioni.
Come tema a latere, segnaliamo l’annuncio informale di Donald Trump su possibili dazi del 100% e successivamente del 200% sui farmaci generici importati negli Stati Uniti. La misura riguarderebbe le aziende che non trasferiranno la produzione negli USA e, secondo quanto annunciato, entrerebbe in vigore gradualmente a partire dall’agosto 2028. Si tratta di un’evoluzione da monitorare, per i possibili impatti sul settore e sui prezzi dei farmaci generici.