Esportazioni negli USA: maggiore attenzione della Dogana americana sugli importatori esteri
Esportazioni negli USA: maggiore attenzione della Dogana americana sugli importatori esteri
A cura di Francesco Pizzo, Lorenzo Ontano, Giuseppe Falduto
Rafforzati i controlli sugli Importer of Record non residenti. Quali verifiche effettuare?
Le autorità doganali statunitensi stanno progressivamente rafforzando i controlli sulle importazioni negli Stati Uniti nell’ambito delle iniziative finalizzate a contrastare l’elusione dei dazi doganali e a migliorare la tracciabilità delle operazioni di importazione.
Sebbene molte delle misure annunciate richiedano ancora specifici provvedimenti attuativi, dal 18 settembre 2026 la U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha già avviato controlli più rigorosi sull’accuratezza e completezza delle informazioni fornite dagli Importer of Record (IOR), ossia i soggetti responsabili dell’importazione delle merci negli Stati Uniti.
Quali imprese possono essere interessate?
L’attenzione delle autorità sembra concentrarsi in particolare sulle società non statunitensi che esportano negli USA e che operano come Importer of Record, ad esempio nel contesto di vendite effettuate con resa DDP (Delivered Duty Paid).
Più in generale, le recenti iniziative della CBP sembrano orientate a distinguere le imprese che dispongono di una presenza operativa effettiva negli Stati Uniti da quelle che gestiscono le importazioni esclusivamente dall’estero.
Cosa dovrebbero verificare i gruppi italiani?
Le imprese italiane che importano direttamente negli Stati Uniti dovrebbero valutare attentamente:
- l’aggiornamento e la correttezza delle informazioni registrate presso la CBP;
- la validità delle procure rilasciate a customs broker e spedizionieri;
- la disponibilità di adeguata documentazione a supporto della classificazione doganale, dell’origine e del valore delle merci importate;
- l’idoneità della propria struttura operativa statunitense e dei processi di trade compliance rispetto ai maggiori requisiti di due diligence che le autorità americane stanno progressivamente introducendo.
In caso di informazioni incomplete o non aggiornate, la CBP potrebbe infatti invalidare il numero IOR, con possibili impatti sulla gestione delle operazioni di importazione.
Impatti pratici
In attesa delle disposizioni attuative definitive, non sembrano emergere criticità significative per i gruppi multinazionali che dispongono già di strutture consolidate negli Stati Uniti e di adeguati processi di trade compliance.
Tuttavia, le società che esportano verso il mercato statunitense utilizzando strutture di importazione “leggere” o che operano come Importer of Record senza una presenza locale potrebbero essere chiamate a fornire maggiori evidenze documentali e informazioni sulla propria organizzazione, solvibilità e catena di approvvigionamento.
Per le imprese italiane che vendono abitualmente negli Stati Uniti con resa DDP, può quindi essere opportuno verificare preventivamente la struttura adottata per le importazioni e l’adeguatezza della documentazione a supporto delle operazioni doganali.
Come possiamo supportarvi
Il team PwC dedicato ai temi di Customs & International Trade, in coordinamento con gli specialisti PwC negli Stati Uniti, è a disposizione per supportare le imprese nella revisione delle proprie strutture di importazione, nella verifica degli adempimenti doganali applicabili e nella valutazione di eventuali impatti derivanti dalle recenti evoluzioni della normativa e della prassi statunitense.